Addio Karl Lagerfeld. Genio della moda.

Si è spento a 85 anni Karl Lagerfeld, il genio della moda. Lo stilista tedesco più famoso al mondo è morto. A dare la notizia, Vanity Fair France.

Già la sua assenza all’ultima sfilata Haute Couture 2019 di Chanel aveva fatto scalpore. Tutti si chiedevano come mai avesse abbandonato, per la prima volta, l’amato catwalk, lasciando al suo posto, a raccogliere gli applausi della platea, il suo braccio destro Virginie Viard  che oggi raccoglie la sua eredità salendo alla guida creativa della Maison. E ora, la risposta. Un brutto malanno, altro che “stanchezza” come dichiarato ai media dai portavoce. Anche se il Kaiser lascia un passato che, indubbiamente, pesa come un macigno.

Una delle personalità più influenti del settore negli ultimi decenni. Il suo codino bianco, gli occhiali scuri, la cravatta slim: tutti conoscevano lo stilista, direttore creativo di Chanel da 35 anni, a capo dello stile di Fendi da 53 nonché fondatore del brand che porta il suo nome. Un creativo poliedrico, inquieto, eccentrico, ma anche rigoroso e riservato. Che ora lascia un vuoto incolmabile.

Addio Karl Lagerfeld

Tra top model e sfilate, Lagerfeld ha sempre camminato in equilibrio tra la sovraesposizione mediatica e un alone di mistero e riservatezza. Karl Lagerfeld – A Lonely King è un documentario che cerca di fare luce nelle pieghe degli episodi privati dello stilista e svelarne gli aspetti più intimi, il carattere e le sue emozioni. Gli autori ripercorrono le tappe più significative della sua vita per realizzare un ritratto assolutamente inedito.

In un intervista a vanity fair afferma:

Non ha mai avuto voglia di dividere la sua casa con un compagno?
«No no no no. Non ho mai amato quel tipo di promiscuità, eh? Anche quando qualcuno mi piaceva davvero, non abbiamo mai vissuto sotto lo stesso tetto. Non ho niente contro i matrimoni, ma non fanno per me».

E di diventare padre?
«No no no no. Ho bisogno del mio spazio e del mio tempo, e non voglio la responsabilità, preferisco essere il padrino ricco, ma poi i bambini tornano a casa dai genitori. Quelli come me non possono avere figli. Li vizierei a morte, li tratterei come Choupette, che è il centro della casa. E Choupette ha pranzato, e Choupette ha dormito, e Choupette ha fatto la pupù: grottesco. Ho messo da parte dei soldi per lei: dovesse succedermi qualcosa, chi la avrà in custodia disporrà di tutte le risorse per trattarla bene. E altri soldi li ho donati alla fondazione di Brigitte Bardot, perché non tutti i gatti hanno la fortuna di Choupette.

Una persona complessa ma anche misteriosa,

quindi Addio Karl Lagerfeld genio della moda ci mancherai!