Con Parigi sommersa dalla neve, Chanel ha intrapreso un viaggio verso un soleggiato scenario mediterraneo in occasione della sua ultima sfilata d’alta moda al Grand Palais, dove Karl Lagerfeld ha sorpreso non venendo a salutare il pubblico, per la prima volta a memoria d’uomo.

Al suo posto, di fronte a un gigantesco affresco raffigurante una villa toscana, è apparso il suo braccio destro Virginie Viard, uscita a ricevere gli applausi dei 600 spettatori accompagnata dalla top model italiana dagli occhi verdi Vittoria Ceretti, 20 anni, vestita con uno scintillante costume da bagno in argento con bandana e strascico assortiti. Esther Williams, con più brio ed energia.

E poi, pochi secondi dopo l’ultimo passaggio di modelle, il DJ Michel Gaubert, che cura la colonna sonora delle sfilate di Lagerfeld da vari decenni, ha preso il microfono.

Infatti, a seconda delle dimensioni del set, Chanel presenta spesso due sfilate di moda, tradizionalmente il martedì mattina, alle ore 10 e poi alle 12.

Ambientata in un meraviglioso giardino all’italiana, con una piscina in pietra neoclassica, prati curatissimi e alti pini mediterranei e palme, la sfilata è partita con l’ultima interpretazione del tailleur Chanel: in questa stagione è di lana riccia e a quadretti, con gonna allungata, lo spacco su un lato o rifinita con risvolti all’inverso e con le spalle scollate da cortigiane dell’era georgiana.

Per la sera, Lagerfeld ha immaginato alcuni abiti di seta dalle belle curve, stretti in vita e svasati sotto il ginocchio, con sotto delle gonne a fiori. Tutti avevano un aspetto meraviglioso da Maria Antonietta dei tempi moderni.

Lo stilista tedesco ha costantemente cambiato i ritmi, sorprendendo improvvisamente con un’incredibile maxi-gonna in piume bianche di marabù, sormontata da una giacca da motociclista crossover nera, e seguita immediatamente da un look invertito, con un fantastico bolero fatto di piume su una gonna a matita di pelle. La sicurezza e il talento mostrati da Karl sono stati sorprendenti per tutto lo show.

Le modelle dallo stile e dall’atteggiamento alquanto sofisticati – i capelli raccolti in chignon verticali alti quindici centimetri, come principesse di Versailles – indossavano orecchini preziosi come tocco finale. La colonna sonora era energica, con Henry Mancini e nel finale un classico italiano di Mina, “Parole, parole”, ma nella versione dell’icona pop francese Dalida. Tutto è stato fluido e raffinato fino allo shock brutale dell’annuncio, che, per essere sinceri, ha sollevato più domande di quante risposte abbia dato.