Dondup porta il segmento premium denim nell’universo green. L’azienda intraprende, infatti, il cammino dell’ecosostenibilità, partendo dal jeans, ma con l’obiettivo di estendere il progetto D/zero a tutta la produzione.

Per affrontare questo ambizioso primo passo, la realtà guidata da Matteo Marzotto ha scelto come partner Candiani denim, leader mondiale nello sviluppo di tele denim sostenibili che vanta 80 anni nel settore.

Il denim tradizionale genera, come è noto, un impatto ambientale rilevante, causato dalla coltivazione e produzione della materia prima e dall’importante utilizzo di acqua (90 litri in media per realizzare un pantalone, ndr.), energia e prodotti chimici nelle fasi di finissaggio del tessuto e nel processo dei trattamenti.

La prima collezione D/zero, 100% made in Italy, debutta con due modelli di jeans, uno uomo e uno donna, in sei varianti, per dodici pezzi totali, con un prezzo al pubblico che andrà dai 190 ai 260 euro.

La distribuzione inizierà a febbraio 2019 in una selezione di 99 punti vendita in tutto il mondo, oltre a quello di Dondup in Via della Spiga, a Milano.

Fino ad oggi, tre parole bastavano a definire il premium denim: fit, lavaggio e performance. Ma per Simon Giuliani, global marketing director di Candiani Denim, c’è un altro aspetto che non può mancare in un prodotto che ambisc oggi a ad essere etichettato come premium denim: la sostenibilità.

Grandi passi per Dondup, dunque, che vede risultati positivi dopo due anni molto intensi di turnaround. L’azienda, controllata dal 2015 dal fondo internazionale di Private Equity L Catterton, ha chiuso il 2017 con un fatturato di 56,5 milioni di euro, di cui il 52% realizzato con il denim.