Il mondo della moda è in lutto. Il direttore creativo di Louis Vuitton e amministratore delegato di Off-White si è spento ieri all’età di 41 anni. Virgil stava combattendo, da circa due anni, contro un cancro raro e aggressivo. La sua morte, tanto improvvisa quanto inaspettata, è stata resa nota dalla famiglia dello stilista con un post sul suo profilo Instagram:
“Siamo devastati nell’annunciare la scomparsa del nostro amato Virgil Abloh, un padre, marito, figlio, fratello e amico ferocemente devoto. Lascia la sua amorevole moglie Shannon Abloh, i suoi figli Lowe Abloh e Gray Abloh, sua sorella Edwina Abloh, i suoi genitori Nee ed Eunice Abloh e numerosi cari amici e colleghi. Per oltre due anni, Virgil ha combattuto valorosamente una forma di cancro rara e aggressiva, l’angiosarcoma cardiaco. Ha scelto di sopportare la sua battaglia in privato sin dalla sua diagnosi nel 2019, sottoponendosi a numerosi trattamenti impegnativi, il tutto mentre guidava diverse istituzioni significative che abbracciano moda, arte e cultura. In tutto questo, la sua etica del lavoro, la curiosità infinita e l’ottimismo non hanno mai vacillato. Virgil è stato guidato dalla sua dedizione al suo mestiere e alla sua missione di aprire le porte agli altri e creare percorsi per una maggiore uguaglianza nell’arte e nel design. Diceva spesso: “Tutto quello che faccio è per la versione diciassettenne di me stesso”, credendo profondamente nel potere dell’arte di ispirare le generazioni future. Vi ringraziamo tutti per il vostro amore e supporto e chiediamo privacy mentre ci addoloriamo e celebriamo la vita di Virgil”
Il mondo della moda è sotto shock: quella di ieri è stata una perdita senza eguali.  Abloh non è stato per il fashion system solo un designer geniale ma un vero e proprio visionario. Pur non arrivando dal ghetto, ha utilizzato il suo background culturale per dire cose che mai nessuno aveva detto.

Lo stilista già con la sua prima collezione per Louis Vuitton uomo nell’estate 2019 è riuscito a ribaltare stereotipi che fino ad allora erano stati legge nel mondo delle collezioni di moda. Ha portato in passerella una street culture e più nello specifico, la cultura afroamericana, che ha fatto riemergere istanze del dibattito socio politico sotterrate da decenni e che si credevano ormai risolte. L’era della monocrazia nel mondo della moda grazie a Virgil è finita, non solo perchè è stato il primo uomo di colore ad occupare un ruolo nella casa di moda francese di tale importanza ma soprattutto perchè questo americano di Chicago è e sarà il simbolo dello stile contemporaneo. Non il lusso che scende in strada, ma la strada che come nella presa della Bastiglia, entra nei palazzi reali per non permettere mai più che le cose tornino come prima.

Ciao Virgin.