Britney Jean Spears. Classe 1981, la scolaretta sexy ha fatto impazzire gli anni ’90 rivoluzionando il mondo pop. Icona della musica e della moda, icona gay, amata dai più grandi ai più piccoli, è colei che ha cambiato le regole. Basti pensare che tra il 1999 e il 2016, in 22 anni di carriera, ha pubblicato 9 album  e ha accumulato oltre 150 milioni di dischi venduti, scalando le classifiche mondiali e esibendosi sui palchi di ogni continente. Sempre sotto i riflettori, la vita privata di Britney è stata costantemente al centro della cronaca: dalle dichiarazioni della presunta verginità prematrimoniale ai famosi baci saffici con le colleghe.

Britney Spears: dall’inizio della sua battaglia ad oggi

Ma facciamo un passo indietro e torniamo nel 2006, anno in cui la cantante ha chiesto il divorzio dal marito Kevin Federline, con il quale ha avuto due figli. Anno in cui ha avuto inizio una battaglia legale ed emotiva.
I figli vengono affidati al padre e Britney perde il controllo sulla realtà; droghe, alcol, ansie e stress portano la cantante ad avere un esaurimento nervoso. Si rasa a zero i capelli, inizia a frequentare Paris Hilton e ha nuovi flirt; viene rinchiusa in una clinica per disintossicarsi e inizia cicli di rehab. Diventata oggetto principale delle cronache dell’epoca, i tabloid facevano a gara per screditarla; il nome di Britney faceva eco mediatico in tutto il mondo e fu forse proprio questo a segnare l’inizio del suo crollo.
Nel Gennaio del 2008, Britney si chiuse nel bagno di casa sua con i due figli negando di riconsegnarli ai legali dell’ex marito: episodio che la portò ad essere  sottoposta a un trattamento sanitario obbligatorio. 
Presa d’assalto la Spears venne internata in una struttura per la salute mentale e il padre ottenne la cosiddetta conservatorship.

Ma cos’è una conservatorship?
È uno strumento legale americano che si applica a persone anziane, disabili o non autosufficienti che permette al tutore di controllare il patrimonio e la vita personale della persona assistita.

Il movimento #FREEBRITNEY infatti nasce perché molti fan pensano che questa tutela sia più un male che un bene per lei anche se stando a quanto dichiarato dal suo team  «È un modo per aiutare Britney a prendere le giuste decisioni in termini di business, ma anche per gestire la sua vita al meglio». I fan non ci stanno e sostengono che questo tipo di tutela sia restrittiva al punto da limitare la vita quotidiana della star. Senza permesso Britney non potrebbe guidare, votare, sposarsi, ma neanche utilizzare i social in autonomia. Nelle mani del padre la sua carriera ha avuto una seconda fase molto redditizia: Britney Spears ha prodotto durante quegli anni altri tre dischi, tournée, ha partecipato come giudice all’edizione americana di X Factor, cameo in diverse serie tv e, soprattutto, tra il 2013 e il 2017 ha tenuto quasi 250 concerti in una residency a Las Vegas i cui biglietti sono sempre andati esauriti.


La domanda sorge dunque spontanea: se una persona non è capace di intendere e volere può portare avanti tutto questo? In questa vicenda sono intervenute diverse celebrities come Miley Cyrus , Paris Hilton, Cristina Aguilera, Madonna, Cher e persino il suo ex fidanzato storico Justin Timberlake. Tutti loro hanno espresso solidarietà al movimento, chiedendo di fermare questa situazione.

Britney Spears oggi è davvero libera?

Lo scorso 23 giugno, durante un’udienza nel tribunale di Los Angeles, Britney Spears ha parlato per la prima volta pubblicamente e nel dettaglio della condizione di tutela a cui è sottoposta.  La telefonata con la giudice, durata 23 minuti, è stata trasmessa su richiesta della stessa Spears anche all’esterno del tribunale, dove erano radunati gruppi di persone che da tempo sostengono la cantante nella disputa sorta con la sua famiglia in relazione a questa complessa e controversa tutela.
«Rivoglio soltanto indietro la mia vita. Tutto ciò che mi succedeva doveva essere approvato da mio padre. Lavoravo sette giorni su sette, niente giorni liberi, e lui amava il controllo di poter ferire sua figlia al 100.000 per cento, in California una cosa simile è chiamata traffico sessuale. Far lavorare qualcuno contro la propria volontà, togliergli ogni cosa, carte di credito, contanti, telefono, passaporto e mettermi in una casa controllata da altre persone. Vivevano tutti con me, le infermiere, la security 24 ore su 24. Mi guardavano mentre mi cambiavo ogni giorno, nuda, mattino pranzo e sera. Non avevo privacy”. E non è tutto.
La cantante ha chiesto ai giudici che la tutela paterna venga tolta senza dover essere nuovamente sottoposta a valutazioni del suo stato mentale, annunciando di esser pronta a denunciarlo: “Non posso sposarmi o avere un figlio. Ho una spirale, così non resto incinta. Volevo toglierla per poter provare ad avere un altro figlio, ma questo “team” non mi fa andare dal medico a toglierla perché non vogliono che abbia altri figli. Merito di avere una vita. Ho lavorato per tutta la vita e sono stanca di sentirmi sola”.
In questi anni, infatti, il padre l’ha circondata di figure che si sono approfittate di lei, come un terapeuta che definisce “abusivo”: “Così di punto in bianco il terapeuta mi ha dato il litio. Mi ha tolto le medicine normali che prendevo da cinque anni. Ma il litio è molto, molto forte. Mi sentivo ubriaca, avevo paura“.
Ora più che mai il suo destino è nelle mani dei giudici. Lo scorso settembre, tra le dichiarazioni di Britney sopra riportate, il movimento #FREEBRITNEY e tre documentari seguiti in tutto il globo in cui si accusava il padre di manipolare la vita della figlia, un nuovo barlume di speranza si è acceso per la battaglia che Britney Spears sta combattendo.
Il giudice della Superior Court di Los Angeles ha liberato la cantante dalla tutela del padre dopo 13 anni di prigionia e ha nominato un revisore dei conti come controllore temporaneo dei suoi beni, stimati in 60 milioni di dollari.


Il prossimo 12 novembre ci sarà una nuova udienza per discutere della revoca totale della custodia legale. L’avvocato della star ha definito Jamie Spears “un uomo crudele, tossico e violento”. Un grandissimo traguardo che le permetterà di riprendersi quello che ha perso in tutti questi anni.
E non è tutto, perché Jamie Spears rischia ora di andare a processo. Come testimoniato dai nuovi documentari sulla vicenda usciti negli ultimi giorni, tra New York Times e Netflix, l’uomo avrebbe sorvegliato illegalmente la figlia con videocamere nascoste persino in camera da letto e smartphone clonati. L’FBI starebbe indagando.
 Nel frattempo, Britney si è momentaneamente trasferita su un’isola tropicale in compagnia del suo attuale fidanzato, dopo aver guidato un aereo ad elica. Libera, finalmente.
Britney rimane una fenice, una delle donne più forti di questo business.
Una leggenda vivente che ci ha fatto ballare e cantare.
E tutti noi siamo impazienti di poter cantare e ballare le sue nuove hit.
In ognuno di noi c’è un po’ di Britney, alcuni giorni siamo un po’ “toxic” e altri un po’ “lucky”. Viviamo di sogni e speranze, proprio come questa donna forte della Louisiana che oltre a farci scatenare ci ha insegnato molto in questa battaglia alla ricerca della propria libertà e dei propri diritti.
Se non ci fosse bisognerebbe inventarla.
Siamo tutti con te “Britney, bitch“!