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«Il mio è un lavoro da chirurghi perché rappresenta l’ordine nella confusione totale dei tessuti».

 

E fu così che la passerella di Gucci si trasformò in una sala operatoria.  Colori asettici dell’ospedale con pareti in pvc sterilizzate e sedie delle sale d’aspetto del Pronto Soccorso.

La musica rimane ovviamente sul tema infatti è arricchita dai suoni che somigliano a quelli dei monitor di controllo per il battito cardiaco e la pressione sanguigna. In questo contesto i modelli,  presentano la collezione autunno inverno 2018.

L’atmosfera da sala operatoria riflette il lavoro dello stilista che desidera tagliare e ricostruire materiali e tessuti per creare una nuova personalità. Una scelta, quella di Gucci, per raccontare che «noi stessi siamo i dottor Frankenstein delle nostre vite». Cosa significa tutto ciò? Che sia una metafora del taglia e cuci del lavoro dello stilista? Oppure del taglia e incolla che ognuno di noi compie ogni giorno (anche e spero) su se stesso?  «Ho voluto riprodurre l’effetto Dottor Frankenstein. Ormai, tendiamo a cambiare il nostro corpo per adeguarlo al profilo che vorremmo. Il mio stesso lavoro è chirurgico come tutte le professioni creative. Per non parlare della chirurgia estetica. Ma da qui all’ipotesi di cambiare parti del corpo come fossero borsette, il passo è ancora un po’ lungo», ha dichiarato Alessandro Michele che per questa sfilata si è ispirato al Manifesto Cyborg scritto da D.J. Haraway nel 1984.

In passerella c’è chi regge tra le mani la propria testa (finta) e chi invece sorregge rettili e animali fantastici portate al braccio proprio come borse. Incarnati diafani, ciglia e sopracciglia decolorate, terzi occhi in 3D per connettersi con mondi paralleli, macabri effetti speciali. E poi cuccioli di drago, serpenti e camaleonti.

Un re-mix di effetti speciali voluti da Alessandro Michele per la sfilata della collezione A/I 2018/2019 di Gucci, realizzati da Makinarium, laboratorio vincitore di due David di Donatello nel 2016 con Il racconto dei racconti di Matteo Garrone per gli effetti speciali, questi trucchi di scena sono il mezzo, molto forte, che il direttore creativo della maison usa per mettere in mostra creature biologicamente indeterminate, in trasformazione.