La stagione parigina delle sfilate d’alta moda si è conclusa con il ritorno di Balmain alla Haute Couture dopo un intervallo di oltre dieci anni d’assenza.

Il direttore creativo Olivier Rousteing è un designer molto talentuoso, che si è costruito una solida reputazione e ha conquistato una buona fetta del mercato. Per la couture, si è concentrato molto di più sulla modellatura dei capi, tuffandosi negli archivi della maison per attingervi delle forme scultoree. Tuttavia, alla fine dei conti, ha spesso dato l’impressione di essersi ispirato più che altro al futurismo dei primi anni ’60 e di aver fatto riferimento alla moda grandiosa di un Pierre Cardin o di un Yves Saint Laurent.

La sfilata è cominciata con sinuosi abiti e cappotti di seta color avorio, rifiniti con perle oversize, e persino una borsa monogrammata a forma di perla delle dimensioni di un piccolo pallone da calcio. Il creativo ha tagliato degli abiti a forma di bolla e ha persino concepito un tailleur bianco che sembrava fatto di piume d’aquila incerate. Ha poi proposto gonne in maglia di lana riccia, abiti da sera da paggio medievale e corpetti composti da ventagli posizionati verticalmente e stampati con motivi astratti in tonalità pastello. Il tutto rifinito e completato con strass Swarovski.