Tartan, tartan e ancora tartan. Se non si fosse capito, il tartan è il nuovo trend maschile consacrato sulle passerelle milanesi.

Si inizia con DSquared2, con giacche e camicie in stile western dalla fantasia tartan, si passa per i completi eleganti di Ralph Lauren e si arriva sulla passerella di Versace, dove il tartan è multicolor, dal rosso al giallo accesso, e anche in versione patchwork per le giacche.

La collezione di Versace va anche oltre il tartan, in un tripudio di abiti opulenti e ricchi dei dettagli che contraddistinguono da sempre il marchio: stampe neobarocche ed enormi lettere ‘V’ e scritte ‘Versace‘ sulle sciarpe e sui baveri dei camel coats. Questi ultimi sono una delle altre tendenze da seguire il prossimo inverno, visti anche sulle passerelle di Isabel Benenato e Federico Curradi.

Per ripararsi con stile dalle rigide temperature invernali un’alternativa al cappotto cammello è il trench coat, apparso nella collezione Ralph Lauren Purple Label, in quella di Neal Barrett e di Emporio Armani, che punta sulla novità con trench coats di lana, serrati in vita con delle fibbie.

Queste stesse Maison sono inoltre, promotrici della moda dei bomber e piumini oversize, un look sportivo per chi non ama i modelli classici. Ritorna anche il militare, avvistato sulle passerelle di Neal Barrett, Moschino e Les Hommes: in varie nuances di verde hanno sfilato uniformi militari e felpe mimetiche.

Per chi si sentisse un Doryan Grey dei nostri tempi, Dolce & Gabbana ha portato in passerella l’uomo dandy, con i suoi completi damascati, le pellicce intarsiate, i cappotti gessati e i tuxedo jacquard. E non sono passati inosservati neanche i cherubini, ricamati, stampati e aerografati su molti dei capi della collezione.

Il mood da dandy contemporaneo non è esclusiva di D&G, ma è stato abbracciato anche da Armani, seppur in maniera più sobria: completi in velluto con lavorazioni jacquard e uso della tecnica dell’agugliatura, per unire tessuti diversi senza l’uso di cuciture.

Se Armani, come Gucci e Michael Kors, si è convertito al fur-free e lo mostra utilizzando pelliccia ecologica per decorare scarpe, borse e cappotti, Marni invece è stato protagonista di una protesta animalista; un evento paradossale vista l’assenza di elementi in pelliccia nelle nuova collezione. La sua sfilata è stata, infatti, un susseguirsi di capi in versione maxi -maglie in lana, salopette e cappotti doppio petto (in tartan, ovviamente)- figli di una visione eccentrica, ma guidata dal comfort.

Chi invece fa della natura e del sostenibile il tema della sua collezione è Ermenegildo Zegna. I suoi abiti maschili hanno sfilato su una passerella innevata all’interno della Bocconi. Tra le novità da copiare per la stagione autunno/inverno 2018/2019 ci sono la giacca ad un petto e mezzo, la cravatta a doppio nodo e le tute con imbottitura in ovatta di lana.

Il dettaglio che fa la differenza nelle sue creazioni è l’Oasi cashmereil materiale innovativo del brand frutto di 12 anni di sperimentazione, e le tinture vegetali, grazie a cui i suoi abiti possiedono sfumature inimitabili, dal grigio delle rocce, al viola di un particolare fiore di cactus, al giallo-ocra dei funghi di montagna, sino all’arancio e al rosso delle azalee.

Non solo dandy ed eleganti uomini d’affari; la Milano Moda Uomoha dato spazio anche allo street wear. La collezione di Marcelo Burlon County of Milan propone molti dei trend della prossima stagione -dall’oversize, ai bomber, fino al tartan- ma nel suo stile dark e street.

Anche se poco vestibili dall’uomo comune, come al solito non sono passati inosservati gli abiti di Moschino disegnati da Jeremy Scott, che diverte e provoca il pubblico. Questa volta lo ha fatto con giacche gessate monospalla, tute nere in pvc, maschere sadomaso e frac abbinati a slip, sempre in pvc.

Runway superiore: MARNI
Runway inferiore: ERMENEGILDO ZEGNA

Runway superiore: MARCELO BURLON
Runway inferiore: MOSCHINO