Oggi 16 luglio 2017, passeggiavo sul noto e famoso lungomare di Bari. Ma le vie della città sono come quelle del “Signore”: infinite.

Credo che, in qualsiasi città noi andassimo noteremmo sicuramente uno stile al quanto simile. I grandi marchi ormai stanno scomparendo, dando spazio a quello che oggi è il basic o per lo meno il capo “cheap”, economico. Colossi come Zara, Berscha, e HM hanno davvero buttato giù quella che è la Moda.

I colossi di questo genere rendono la gente “uguale”. I capi che troviamo in questi negozi sono così accessibili che vengo acquistati in massa, tanto, che a feste, eventi o ricorrenze tutti indossano gli stessi capi. Ma che fine ha fatto il vero prete-à-porter? Marchi ormai definiti di lusso devono realizzare collezioni più veloci e pronte alla vendita per evitare che queste aziende copino i loro prodotti. La responsabilità è degli smartphone che anticipano le collezioni tanto da permettere a tutti di copiarli. A partire dal 2016 tutto è cambiato, le sfilate si sono ridotte da sei a due l’anno e le collezioni uomo si sono unificate alla donna. Burberry e Tom Ford sono stati i primi a comunicare che non ci sarebbe stata più una lavorazione di sei mesi del prodotto, ma il giorno seguente o in contemporanea, i capi sarebbero stati subito accessibili al pubblico.

I luxury brand si sono adattati alla tecnologie e all’evoluzione. Ma una cosa è certa, nessun capo “cheap” eguaglierà il trench di Burberry o il cachemire di Chanel.

Vintage a saldo o al mercatino delle pulci, un capo griffato vi metterà sempre e comunque al primo posto, ovviamente sempre se sarete in grado di abbinarlo.

Amici, la griffe è griffe e forse non lo è più per tutti.