200 anni fa nasceva un visionario: un uomo che ha fatto la storia

Il celebre monogramma LV conosciuto da tutti, ammirato e persino imitato nasconde un bagaglio di storia che vale la pena ripercorrere.

Ma chi era Louis Vuitton?

Louis era un uomo dell’Ottocento che è partito dal nulla per arrivare a rivoluzionare per sempre l’immaginario dell’accessorio femminile, fino a renderlo un oggetto del desiderio. A soli 13 anni, dopo la scomparsa della madre, è scappato dalla sua casa natale in Svizzera recandosi a piedi a Parigi. Ha percorso ben 400 km, ha affrontato la povertà e pian piano ha lavorato per la costruzione del suo grande sogno.

Nel giro di due anni ha lavorato da diversi artigiani, affinando le sue capacità tecniche e artistiche. Nel 1837 arriva finalmente  a Parigi dove trova un impiego presso Romain Maréchal, noto artigiano che confezionava bauli. Qui lavora per anni, riesce a farsi un nome e, durante il regno di Napoleone III, Vuitton diventa il costruttore personale delle valigie dell’imperatrice Eugenie de Montijo, che ai tempi era considerata un’ icona fashion. Ed è stata proprio questa esperienza a dare il via al mito LV. 

Nel 1854, dopo il suo matrimonio, si mette in proprio e fonda la Maison che porta il suo nome nel quartiere cuore della moda parigina, Place Vendôme, dove già allora si concentravano le case di moda più famose. La prima insegna di LV recitava “Confeziona in modo sicuro gli oggetti più fragili, specializzato in imballaggi di moda”.

Credits: Pinterest.it

L’innovazione porta il nome di LV

È però importante sottolineare che la sua fama crebbe grazie al forte legame con Charles Frederick Worth, il couturier fondatore della haute couture parigina. Erano gli anni della rivoluzione e Louis assisteva ad un grande cambiamento.  Gli abiti femminili si stavano semplificando e rimpicciolendo e lui doveva adattarsi al nuovo gusto. La sua tensione innovativa era molto forte: creò dei bauli piatti più pratici  rispetto a quelli che si utilizzavano fino a quel momento e li rivestì con un materiale di sua creazione: il Gris Trianon, cerato, impermeabile e resistente.

Non ci sono altri aggettivi per descriverlo se non quello di visionario: infatti poco prima della sua morte insisteva per la produzione delle borse morbide, simbolo della pelletteria moderna… e tutto ciò 200 anni fa!

La svolta e la lotta alla contraffazione

Nel 1888 LV abolì la tela a righe, ideata precedentemente nel 1872 e la sostituì con la tela Damier, dove comparve per la prima volta la sua firma. Un momento che segnò l’inizio di anni e anni di lotta alla contraffazione. Il monograma LV così come lo conosciamo oggi, non è stato lanciato da Louis, bensì dal figlio nel 1896,  due anni dopo la sua scomparsa. Un simbolo semplice ma uno dei più famosi al mondo: le sue iniziali LV intrecciate, un fiore circolare e i quattro petali racchiusi in un diamante.

Credits: Pinterest.it

Le iniziative della moda per celebrare il mito

Ovviamente non potevamo non immaginare un evento in grande. La Maison ha lanciato i 200Louis, un’iniziativa che coinvolge le opere di più di 200 artisti che con la loro creatività hanno reinterpretato l’iconico baule da viaggio LV. Dal 4 agosto scorso, infatti, sono state allestite 200 vetrine delle boutique Louis Vuitton nel mondo dedicate all’evento, con l’iconico baule da viaggio rivisitato nelle varie versioni. Inoltre, il gruppo Lvmh, che ormai controlla l’azienda Louis Vuitton, ha deciso di lanciare di un videogioco, Louis: the game. 

Laura Scarciglia