Sono giorni in cui i riflettori sono inevitabilmente puntati sul grande ritorno della Milano Fashion Week. Dopo le sfilate digitali, la moda torna in presenza con le sue passerelle e i suoi party esclusivi.

I social, le riviste e i blog sono pieni di articoli che segnalano gli eventi più importanti da appuntare in agenda. I grandi nomi del fashion system italiano si preparano a presentare le loro collezioni davanti ad un parterre di star nazionali e internazionali e c’è chi addirittura, ha pensato bene di catapultare lo spettatore dall’Occidente all’Oriente (e viceversa) e, per di più, in maniera simultanea.

Il giorno da cerchiare in rosso sul calendario è venerdì 24 Settembre. Il nome da sottolineare è quello di Prada. Ebbene si, la “Signora della moda” fa le cose in grande e sceglie di svelare la collezione donna primavera estate 2022 con ben due sfilate dal vivo, in contemporanea a Milano e Shanghai.

Come?

È stato battezzato Synchronic Views, il format dell’evento che prevede l’esperienza sia fisica che digitale. Potremmo definirlo un ritorno al futuro, un’esperienza in cui buyer, influencers e i tanti personaggi del mondo dello spettacolo , non solo torneranno ad ammirare la presentazione della collezione in presenza ma potranno godersi, quasi in un nostalgico ricordo del lockdown,  attraverso schermi video, l’evento simultaneo della sfilata che si svolgerà contemporaneamente dall’altra parte del mondo.

In un connubio di tecnologia e innovazione, il parterre potrà ammirare la collezione disegnata dai  co-direttori creativi Miuccia Prada e Raf Simons. Modelle diverse ma set complementari per offrire “una visione da due prospettive”; in un’esperienza del tutto nuova, inedita.

Una novità che certo accende la curiosità di tanti ma che, d’altra parte, fa riflettere.

E non le manda di certo a dire l’account Instagram @fecondazionemilano che, con il post “Soldi da buttare” riesce a raccontare in poche parole, ben mirate, un fenomeno che nella struttura della  moda italiana ancora si fa fatica a superare. Per farla breve: i big restano big, gli stilisti emergenti “che hanno davvero qualcosa da dire”, non hanno i mezzi per farlo. ( https://www.instagram.com/p/CUCSyOTMBxZ/ )

Il termine che entra qui in gioco è “mecenatismo“. Riprendendo le parole pronunciate da Andrea Batilla in una diretta Instagram, per mecenatismo si intende la “tendenza ad aiutare qualcuno che ha del talento o delle capacità artistiche senza volere nulla in cambio”.  Se per un certo periodo di tempo però potevamo trovare esempi di questa tendenza nel sistema moda italiano, oggi ci si chiede invece ci sia ancora qualche grande nome che aiuta gli stilisti emergenti ad “emergere”, appunto.

E non si tratta dei giovani talenti appena sfornati dalle tante accademie sparse per le capitali italiane della moda. Qui parliamo di artigiani, designer, artisti ( perchè si, quando parliamo di moda parliamo di arte), che nel 2021 ancora non riescono ad avverare uno dei loro più grandi sogni: vedere le proprie creazioni in passerella.

Perché, se è vero che devono essere in primis  le istituzioni ad incentivare la creatività dei nuovi talenti,  è anche vero che spesso i grandi brand della moda e del lusso italiano perdono la loro curiosità nel ricercare nuove idee anche nelle creazioni degli emergenti. Sarebbe, non solo un grande trampolino di lancio per chi “ha qualcosa da dire” ma, soprattutto, un’opportunità per le grandi aziende di farsi contaminare e, a loro volta, contaminare il sistema. Renderlo più coolness e , perché no, “magnifico”.

 

Marialessia Sforza