Moda e tecnologia non sono due mondi che vanno spesso a braccialetto per le vie de le Champs-Élysées costantemente in contrasto nonostante l’istituzione di diverse collaborazioni con colossi del calibro di Yahoo o Apple: “Vogliono mettere luci e gadget dappertutto. Non è ridicolo?”».

Per gli stilisti questa è una grande opportunità di cambiare la passerella con delle novità “ più adeguate al mondo Hi-Tech” che ci sovrasta sempre più ogni giorno della nostra esistenza per cercare di integrare nuove forme estetiche e funzionali. Ed ecco che nascondo delle collaborazioni molto importanti a New York al Met “Manus x Machina: Fashion in an Age of Technology” (“Mano per macchina: la moda nell’era della tecnologia”) : un abito da sposa di Karl Lagerfeld in neoprene con uno strascico dal ricamo molto elaborato, che è stato disegnato a mano, scansionato al computer e poi “pixelato”. Vista da lontan,o la fantasia del vestito, formata da diamanti artificiali e perle, sembra un semplice stile barocco; guardandola da vicino risalta invece il lavoro al digitale.

Un abito di pelle argentata tagliato a laser di Giles Deacon, o un vestito realizzato con la stampa digitale per la collezione “Plato’s Atlantis” di Alexander McQueen – rappresentano la versione di lusso dei processi che hanno già trasformato l’aspetto e la percezione dei vestiti che indossiamo ogni giorno. Bisogna alla fine tirare le somme e constatare se una scarpa fatta da scienziati potrà avvicinare la distanza che c’è tra il mondo della tecnologia e la moda, anche se Thesis Couture sottolinea che tra di essi ce un legame sempre più stretto: nonostante il disprezzo reciproco, moda e tecnologia condividono la volontà di sperimentare e la ricerca della novità.