Negli anni 80 esplode il fenomeno Moschino.
Franco Moschino, conquista il Made in Italy con uno stile ironico e surreale, che lo porta velocemente al successo sovvertendo tutte le regole del buon gusto.
Dalla passerella, alla pubblicità e mettendo in scena ogni genere di provocazione.
Ma da dove inizia Franco Moschino?
Franco Moschino, prima studente dell’Accademia Milanese di Brera e poi illustratore di Versace e Cadette con cui ha collaborato anche come designer.
La sua carriera, cominciata nel 1983, anno in cui lancia a Milano la sua prima collezione, un talento visionario e geniale, fortemente influenzato anche dal movimento dadaista.
Amante dell’improvvisazione e della libertà, in tutte le sue forme.
Lo stilista afferma: di non inventare mai nulla di nuovo, piuttosto di ridare luce e lustro a creazioni già esistenti semplicemente sdrammatizzando la loro natura.
Nelle sue mani i tailleur Chanel si arricchiscono di girandole al posto dei bottoni.
Le tasche delle giacche si tramutano in uova al tegamino, i prezzi e le etichette diventano motivo di ricamo sul classico tubino nero, le gonne si rivestono di cravatte, e ancora le scritte “Stop the fashion System“, “Moschifo” e “No stress No dress” rompono la monotonia degli abiti dallo stampo monacale.
La visione che Moschino ha della moda è ironica, personale, apparentemente guidata dal caso, ma in realtà si ispira alle forme classiche e ben organizzate, a tagli e dettagli dal carattere giovane, che permettono alla maison di aprire diversi tipi di mercato, facendo moltiplicare gli affari.
Tutto per Moschino diventa motivo di provocazione: alle modelle fa percorrere a carponi la passerella, reclamizza se stesso, inoltre fa recapitare alle redattrici di moda degli slip come invito ufficiale ai suoi défilé.
Ma il suo addio alla moda arriva troppo presto, dopo dieci anni di successi con il suo eponimo marchio, nel 1994, l’Aids riesce ad avere la meglio spegnendo per sempre la sua geniale creatività.
Attualmente, a sostenere l’ironia e il lavoro della maison, c’è Jeremy Scott con la potenza economica di Aeffe, il gruppo che ha rilevato la griffe nel 1999.