Chic, glamour, bon ton, pop, provocatorio, sexy. L’animalier affascina da sempre designer e amanti del fashion system. Oggi per il suo uso smodato viene definito da molti “the new black” ma la sua presenza nei look di tutti affonda le sue radici nel passato. Presente sulle passerelle dal 1947, è una fantasia che non conosce limiti di orario e di stagioni. L’animalier è un print adatto sia di giorno che di sera, perfetto sia in estate che in inverno e racchiude tutte le stampe di matrice animale come: il leopardato, zebrato, pitonato, tigrato, tartarugato ecc.
L’animalier come tutto nel mondo della moda ha una storia vecchia quanto il mondo, le sue origini sono molto antiche: già nella preistoria gli uomini indossavano le pelli degli animali per riscaldarsi, proteggersi, ma anche perchè legavano questa fantasia ad un significato spirituale. Proprio questo ci fa comprendere come da sempre l’abito rappresenta uno status symbol o serve a comunicare un messaggio. Gli Egizi che credevano nella sacralità felina, utilizzavano le pelli di questi animali per riti propiziatori o per ornare i corpi dei faraoni. Nel corso della storia i nobili e gli aristocratici continuavano ad abbellirsi con abiti aventi questo tipo di fantasia, simbolo di ricchezza smodata.
Nel 1700 invece, iniziò a diffondersi nelle corti europee una passione per lo stile esotico, quindi le fantasie animalier venivano stampate su tessuto oppure, si adoperavano direttamente le pellicce, simbolo di nobiltà, perché molto difficili e costose da reperire.
 Nel periodo della bella époque (‘800) queste fantasie erano di gran moda. La Marchesa Luisa Casati, promotrice di questa tendenza, amava collezionare capi maculati ed animalier.  Arrivò addirittura a portare durante le sue serata mondane dei leopardi al guinzaglio come animali domestici.  Qualche anno più tardi, durante i ruggenti anni ’20, la moda dell’animalier continua a persistere in tutto il mondo, accompagnata dal gusto etnico ed esotico. Questo rinascimento afroamericano è stato portato in occidente dalla vamp esotica Josephine Baker, cantante e ballerina che ha infiammato i palcoscenici e cabaret di tutto il mondo, ammaliando uomini e donne e diventando nel tempo una vera e propria icona.
Questa fantasia arriva sulle passerelle dell’alta moda precisamente nel 1947 grazie al genio creativo di Christian Dior che, per la collezione primavera estate, propose abiti da sera in chiffon leopardato. Per l’inverno realizzò giacche e cappotti con bordure e polsi in pelliccia animalier e accessori con la stessa fantasia. Con lui l’ animal print  non venne più usato solo per le pellicce sportive, ma anche per cappotti appariscenti per la sera e per abiti da gran galà.
Dopo le passerelle di haute couture, il maculato domina la vita privata e professionale delle dive di Hollywood arrivando a calcare red carpet e set cinematografici. Marilyn Monroe sdogana sul grande schermo il maculato con un manicotto e mantella in animal print. Anche Audrey Hepburn inizia ad indossare accessori maculati firmati da Givenchy.  È così che il maculato grazie alle passerelle, al cinema e alle pin-up (lo utilizzavano per comunicare il loro sex Appel e coraggio) arriva senza esitare alla cultura di massa.
Tra gli anni ‘40 e ‘60 il maculato era ritenuto un innovazione chic e bon ton, invece più tardi nei decenni a seguire, venne utilizzato ancora una volta per rompere le regole, ma in chiave più punk-rock. Si iniziava a stamparlo su tute, maglieria, addirittura anche su intimo e lingerie. Sdoganato da Vivien Westwood, amato da Roberto Cavalli, utilizzato spesso dal raffinato Valentino e dal creativo Gianni Versace e dal seducente duo Dolce e Gabbana, l’animalier ha dominato e continua ad essere il protagonista di molte creazioni delle grandi griffe italiane e non solo. Oggi anche i brand fast riempiono le loro collezioni di pezzi animalier, abbinati a palette pastello o mixati con materiali diversi ed inusuali.
È partito tutto dalle caverne della preistoria, passando per le civiltà e le corti europee, attraversando epoche, passerelle d’alta moda, cinema, mondo dello sportswear, arrivando fino ai nostri salotti in cui domina con oggetti ed elementi d’arredo. Non c’è dubbio, ormai l’animalier che piaccia o no, fa parte della nostra quotidianità.

A come Animalier: come creare un look con capi animalier

Non dimentichiamoci però che per indossare un look animalier sofisticato, glamour e alla moda bisogna seguire delle semplici regole:
  1. Avere voglia di farsi notare;
  2. Indossarlo come se fosse il nero, in modo da annullare mentalmente l’eccentricità della fantasia;
  3. Scegliere solo un indumento animalier;
  4. Mai abbinarlo con altre fantasie che siano geometriche, floreali o astratte;
  5. Mai abbinare il maculato con l’argento;
  6. Mai abbinare l’animalier con altre stampe animalier: il tutto potrebbe risultare kitsch;
  7. Per un look vincente e sofisticato abbinare l’animalier con un colore base e sobrio ad esempio beige o nero;
  8. Per un risultato più eccentrico e irriverente si può unire a colori pop come il verde tiffany e il fucsia;
  9. Giocare con tessuti di consistenze diverse;
  10. Mai avere paura di osare.

Anche nella prossima stagione l’animalier sarà di tendenza. Cosa aspettate a creare dei look con una delle stampe più amate dal fashion system?