Il 2018 “è andato, è andato col sorriso”. Così Remo Ruffini, presidente ed AD di Moncler, in risposta alle domande su come sia andato l’anno scorso dal punto di vista dei risultati, che saranno analizzati dal CdA della società il 28 febbraio prossimo. Quanto al 2019, Ruffini, a margine della presentazione delle nuove collezioni di Moncler Genius, a Milano, conviene che sarà un anno difficile, non solo per l’Italia. “L’Italia per noi rappresenta solo il 12% del fatturato complessivo”, ha spiegato, “ma sarà un anno difficile per il mondo intero. Dopo 8-10 anni di boom non potevano averne altrettanti”, ma l’importante è “avere una strategia, ci vuole una azienda flessibile che sappia dialogare col consumatore. Il 2019 non sarà un anno facile, ma noi lavoriamo bene e stiamo facendo molto bene, e ne stiamo attenti a quello che accade”.
“Un anno fa abbiamo cambiato tutto”, ha aggiunto Ruffini riferendosi al progetto Genius parlando davanti ai Magazzini Raccordati di Milano, “questa è la seconda tappa di un progetto sempre più inclusivo, che abbiamo fatto anche col Comune. La cosa più bella è che dal 24 febbraio aspettiamo qui 8-10.000 persone, cittadini che non hanno mai partecipato al mondo della moda e che saranno nostri ospiti”. Poi, riferendosi al progetto Moncler Genius, ha spiegato che è “un building, ogni piano un’idea, un’eccellenza, una generazione”. Bisogna, “avere un atteggiamento inclusivo, è importante aprirsi al consumatore, e noi siamo stati precursori di questo”.

“Ci hanno provato in tanti, ma non ci sono riusciti. Io credo che la mentalità italiana sia questa. Non vedo possibili grandi aggregazioni nel breve periodo, solo qualche acquisizione”. Così il patron di Moncler Remo Ruffini ha commentato la mancanza di grandi poli del lusso in Italia, a differenza di quanto avviene per esempio in Francia. “Credo che Francia e Italia resteranno due modelli diversi, ma non per questo credo che l’Italia sia perdente”.