Di fondo nella vita vale una regola: se non devi assolutamente lavare una cosa, non lavarla”. Con questa dichiarazione in un’intervista all’Observer la stilista britannica Stella McCartney, nota per le sue scelte fashion rispettose dell’ambiente, ha scatenato il dibattito sull’opportunità di lavare o meno gli abiti.

McCartney ha spiegato di aver raccolto il suggerimento quando, giovanissima, ha lavorato presso i leggendari sarti londinesi di Savile Row. Piuttosto, nei prestigiosi atelier la regola era “lascia che lo sporco secchi e spazzolalo via”.

La cosa ha colpito molti lettori britannici, soprattutto gli affezionati utilizzatori della lavatrice. E se McCartney avesse ragione? Non è la prima volta che la stilista consiglia di non lavare i vestiti.

In verità da anni si batte contro l’uso della lavatrice, sia per allungare la vita degli indumenti sia per evitare disastrosi impatti ambientali.

La BBC ha ascoltato Laura Díaz Sánchez, della Plastic Soup Foundation, che concorda, in particolare se a finire in lavatrice sono gli abiti delle grandi catene della fast fashion, che contengono più materiali sintetici, come poliestere e acrilico.

Ogni volta che laviamo i nostri indumenti, mettiamo in circolazione nell’ambiente nove milioni di microfibre” di plastica, ha detto BBC News. “Il modo in cui laviamo i vestiti influisce, così come il modo in cui i nostri vestiti sono confezionati, ma più li laviamo più mettiamo in circolo microfibre”.

Díaz Sánchez, consiglia di lavare in lavatrice a basse temperature usando detersivi liquidi.

McCartney ha detto all’Observer “non cambierei ogni giorno il mio reggiseno”.

E la stilista di intimo Naomi De Haan è d’accordo. Il consiglio ufficiale degli acquirenti dei capi disegnati da De Haan è di lavare il reggiseno in acqua tiepida con un detersivo delicato liquido dopo averlo indossato cinque volte.

Una regola che vale anche per i reggiseni a poco prezzo, ma non per quelli sportivi, che vanno lavati più spesso, ha spiegato De Haan. “I lavaggi a macchina possono distruggere i tessuti più delicati, come seta e pizzo. Possono fare saltare fuori i ferretti, scolorire la stoffa e deformare le coppe preformate”.

Se è assolutamente necessario un lavaggio a macchina “occorre sempre allacciare i ganci e chiudere i bottoni per evitare strappi, usare un sacco da bucato, lavare a temperature non eccessive e ridare forma al capo steso”. Ma soprattutto mai mettere il reggiseno in un’asciugatrice.

I jeans sono un capitolo a parte e per molti esperti non andrebbero lavati. Sarah Clayton, della ong ambientale Wrap, consiglia piuttosto di esporli all’aria tra una volta e l’altra. “Se hanno una macchia si può tentare di pulirla con l’acqua piuttosto che lavare l’intero indumento”.

Non lavare i jeans può sembrare vagamente disgustoso, ma un grande esperto giura che non è così: si tratta di Chip Bergh, amministratore delegato di Levis, che a maggio 2014 lasciò il mondo di stucco dichiarando che i jeans che indossava in quel momento non erano mai stati lavati.

E a marzo di quest’anno, cinque anni dopo, ha detto alla Cnn che non li ha ancora lavati, nonostante abbiano dieci anni.