Cinque giorni. Cinque giorni di una giovane appassionata di moda che scorrono nella quotidianità degli attimi di chi, preso dalla frenesia del tempo che scorre, non si accorge di essersi imbattuta nel  nemico che, da ormai un anno, sta mettendo in ginocchio il mondo intero. Si chiama “Towards you” il cortometraggio nato da un’idea dello stylist e art director barese Luca Piscitelli e scritto a quattro mani con Federica D’Innella. Un susseguirsi di momenti, un concatenarsi di sguardi ma, soprattutto, una ricerca del dettaglio che, per la comprensione del racconto, è più importante che mai. Bisogna guardarlo con attenzione “Towards you”. Ciò che arriva del cortometraggio è l’insieme dei dettagli che lo compongono e che, passo dopo passo, si rivelano agli occhi di chi lo guarda, di chi segue la protagonista, vestita dai total look firmati Skill_officine, nei suoi movimenti, nei suoi pensieri.

“L’idea di realizzare un cortometraggio che avesse come tema fondante il Coronavirus è nata sin dai primi giorni di lockdown, a marzo – racconta al Maiorano Magazine Luca  Piscitelli – è bastato guardarmi attorno. Grazie al mio lavoro mi capita spesso di tradurre storie e situazioni in immagini di moda per gli editoriali. Dopo un viaggio a Londra, ho capito che in tutto il mondo la pandemia stava prendendo il sopravvento, così ho pensato di tradurre e dare forma ai miei pensieri, attraverso un cortometraggio”.  Di fatto Il corto è un’interpretazione soggettiva e figurale della condizione mentale di solitudine e di angoscia provocata dalla contrazione del Coronavirus. Dal “Day One”, giorno in cui avviene il contagio, alla progressione del virus e al manifestarsi dei sintomi; fino ad arrivare al “Day Five”, giorno in cui la protagonista è completamente immersa in un mondo parallelo, mondo in cui ritrova chi in questi giorni ha contratto, come lei e con lei,il virus.

Girato a Bari a Giugno, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza e dei protocolli anti-COVID-19, e proposto al Fashion Film Festival di Milano a Gennaio, nel cortometraggio il regista Davide Lorusso catapulta, attraverso dei glitch, anche lo spettatore che si ritrova con la protagonista a vivere con tensione tra il mondo reale e il mondo parallelo, vuoto e fosco, proprio come la sua stessa condizione psicologica. Un cortometraggio che descrive alla perfezione la realtà e la condizione mentale di chi vive la malattia. Un cortometraggio che porta a riflettere già dal titolo: “Towards you”. Perché il contagio che ha portato al crollo del sistema sanitario e alle tante vittime nel corso di questi lunghi e dolorosi mesi, avviene attraverso l’altro, anche solo attraverso un semplice tocco, un colpo di tosse o un’irrazionale “distrazione”, che potrebbe costare a tutti molto caro. Non è casuale, infatti, la scelta di far ritrovare in una piazza deserta “i contagiati”, che si scambiano uno sguardo disperato, uno sguardo d’accusa verso “l’untore”, termine che ci riporta agli albori della fase pandemica, in piena psicosi legata al Coronavirus, in cui la caccia agli untori superava l’unità e la solidarietà che il mondo intero invece richiedeva.

In poco più di 5 minuti Luca Piscitelli e l’intero staff sono riusciti a realizzare un vero e proprio viaggio verso l’introspezione, “una sorta di inception – raccontano – con l’intento di tradurre la percezione di solitudine e di emarginazione del contagiato”. Un cortometraggio che per tutto il tempo lascia lo spettatore con il fiato sospeso e fa pensare, perché è ormai chiaro che l’emergenza Coronavirus sta mutando profondamente le nostre vite, mettendoci in una condizione che ci servirà da lezione per il prossimo futuro.

Marialessia Sforza